Chi sono ? Capitolo 2016

Sará che mi hanno sempre portato una gran sfiga gli anni dispari. E dire che sono nata il 17 ed il 7 è il mio numero preferito. Pensavo di essere naturalmente portata alla disparità. E invece no.
(2017 nn vedo l ora!)
Nel 2009 fui bocciata alle superiori. Tragedia.
Nel 2011 finì la mia “storia d’amore”.
Quella del batticuore. Quella che pensi non finisca mai e che non se ne esca mai. Nel 2013 la mia prima convivenza e provate ad immaginare come sia finita.
Il 2015,beh,
sanno tutti come sia andato…ha superato di gran lunga le mie aspettative.
Diciamo che ha cambiato radicalmente la mia vita. Anzi,senza diciamo.
La vita nn ti chiede il permesso quando sceglie per te..agisce e basta.
Infatti, chi l’avrebbe immaginato che oggi mi trovassi ad 800km dalla mia terra,cn solo metà della mia famiglia.
La vita forse si…io a 26 anni mi immaginavo una donna in carriera magari prossima alla famiglia.
Invece no,
non sono né l’una né l’altra cosa.
Ieri, come tutte le mattine scendo giù al bar a prendere il caffè…era più o meno mezzogiorno.
A casa mia il caffè si prende in tutte le ore del giorno. Sostituisce la colazione,
l aperitivo,lo spuntino,i digestivi ,gli amari e la camomilla prima di andare a dormire.
In pratica ne arrivi a prendere la media di 10 al giorno.
Ma è tutto regolare.
Sono entrata e tutti facevano “l’ape” , un crodino cn un mezzo toast ripieno di maionese cn tanto di stuzzicadente con sopra la bandierina.
Insomma qui questo è il famoso aperitivo che noi andiamo a fare a stile buffet nel bar della città che ne offre di più.
Ho pagato il mio caffè.
Manco avessi chiesto il bottino della cassa mi hanno guardato tutti con stranezza.
Al bancone sono costretta a chiedere costantemente il bicchiere d’acqua,
Proprio nn capisco perché non lo faccia direttamente il barista…nei libri di sala si afferma che è d’obbligo …serve a pulire la bocca per assaporare meglio l aroma del caffè.O nel caso contrario a togliere quel sapore di orzo bruciato. Veleno.
“Un caffè, grazie e…”
Mi poggia improvvisamente il bicchierino appartenente alla categoria degli amari/limoncelli al bancone e lo riempie cn 5 gocce di acqua. Se avessi avuto il misuratore giuro che ne fossero state esattamente tante.
5 o 6 a seconda della goccia che cade automaticamente al di fuori del bicchiere.
“Ah,grazie” le faccio con un sorriso quasi imbarazzato.
“Ormai ho imparato” mi risponde,con uno simile ma sarcastico.
Ha imparato.
La prossima volta mi porto il contagocce.
Quando non sei nella tua città tutto ti sembra strano. Le strade,le case,la gente …il modo di vestire,di parlare,di muoversi…di vivere.
Ti sembrano addirittura ridicole le troppe accortenze,la troppa civiltà. Oddio,da noi quella manca in modo spoporzionato …ma qui sembra tt eccessivo. I prezzi,
soprattutto.
Dopo il mio caffè sono entrata nella tabaccheria di fianco..un pacchetto di sigarette e 4 fotocopie.
1 euro . 4 fotocopie. Gli avevo poggiato il 50cent al banco aspettando che mi desse il 10 x comprarmi la caramella ‘sfusa’,ma me ne ha chiesti altri 50.
Na rapina. Mi sa che devo comprare i fogli risma se voglio continuare a svolazzare curriculum a destra e a manca.
Che poi uno si trasferisce al nord per questo. Per il lavoro.
Come se il nord fosse l’America ai tempi di mio nonno.
Beh…grande scoperta ragazzi,non è così.
Il nord non è l america,o almeno quello di una volta. È Italia.
E l’Italia è malata e povera dal nord al sud.
Quindi siamo fottuti miei cari cittadini italiani. Chi non ha fatto l’università non ha l 1% di possibilità in più di trovare lavoro nella sua terra.E pure la laurea era la “Speranza” della vita,del futuro.
Chi riusciva a laurearsi aveva raggiunto
l apice della soddisfazione lavorativa.
“Potete chiamarmi Dottore!”
Quanti “dottori” ci sono adesso in giro sconfitti,delusi . Li trovi alle casse della Conad o dietro lo sportello di una Punto snai. Qualcuno è specializzato in magazzinerie e altri in trasporto di latticini.
Insomma…quasi nessuno che abbia raggiunto il traguardo aspettato dopo anni ,estati e ansie di sacrifici e rinuncie.
Ecco perche quasi il 70% degli studenti sono fuori corso. Il traguardo per la maggioranza presenta solo un foglio con le congratulazioni…una torta rossa e delle foto postate su facebook.
Ci sentiamo sconfitti.
Premetto che non ho mai scelto di fare l università…sono la classica persona che quando inizia qualcosa difficilmente la porta a termine. E quel mondo di corsi ,continui esami e ansie perenni proprio non faceva per me.
Che poi finita la scuola…nn avevo la minima idea di cosa avrei voluto fare da grande…senza sapere che ero già grande e che la vita iniziava a farmi carico di ulteriori responsabilità. Insomma, ho scelto di lavorare . Qualsiasi lavoro.
Dalla barista,alla cassiera,la cameriera,la commessa,l animatrice ecc ecc fino ad avere un curriculum pieno di tante piccole esperienze . Poi la passione per la sanità. Forse avrei dovuto diventare un infermiera. O forse un medico. Un ostetrica.
Avrei potuto diventare chiunque.
Ma ho scelto di nn essere “nessuno” .
Ci sono ancora molte cose che vorrei realizzare un giorno. Ma ve lo sveleró più avanti.
È importante che noi crediamo in noi stessi. È importante che noi accettiamo le nostre possibilità.
Non tutti gli uccelli possono volare…qualcuno è stato creato per rimanere con i piedi per terra …e tutti hanno un compito importante da svolgere. Prendete il pollo ad esempio…anche lui ha le ali…ma non vola.
Lo so come esempio fa cagare…ma rende l’idea !
Tutti abbiamo un cervello ed un intelligenza e per essere un genio,un artista o qualsiasi cosa tu voglia essere…hai bisogno solo di credere in te stesso. Tutti siamo convinti di meritare più di quello che abbiamo.
Chi sei tu per volere di più?
La vera domanda però è:chi sei tu per NON volere di più?
Credere di non meritare il “successo” o la felicità è una scusa che diamo a noi stessi. Per appagare i sensi di colpa.
Sentire di meritare di più non è un sentimento egoista, è dire si al tuo potere personale. Tu vali ogni tuo desiderio.
Non dimentichiamo quanta strada abbiamo già fatto per essere dove siamo adesso. Basta guardare il calendario con la stessa data di oggi dell anno prima…quante cose abbiamo superato da allora?
Ma siamo ancora qui. Ancora vivi.
Siamo quello che decidiamo di essere.
Siamo gli stessi che non hanno fiducia delle proprie radici ,ma si sentono persi in un altra città.
Quelli che hanno tante alternative ma ben poche prospettive. Quelli che sperano presto che la nostra nazione guarisca. E che guariamo anche noi.
Gli stessi che sperano che un giorno tutto questo ci rivendichi. Che ognuno possa tornare o rimanere dove è nato.
Che la politica diventi cosa nostra.
Che i diritti diventino uguaglianza.
Che la legge diventi sicurezza.

Questa per me è una delle giornate tipiche. “A depressione” per intenderci.
Quelle dove ti svegli la mattina dopo una notte agitata a pensare. Quella che non ti svegli mai veramente…ma barcolli in giro per casa col pigiama senza esserti lavato nemmeno la faccia. Quella dove salti il pranzo e ti butti dal letto al divano quasi fossero le uniche due ancore di salvezza.
Quella che fuori piove. E dentro di te pure.
Quelle che decidi che debba andare così…perché non hai voglia più di stare lí a farti bella e andare a cercare la vita fuori.
Oggi è una delle giornate così…che passi tra testi e libri a sognare,inventare e fantasticare.
Oggi è così. Forse domani non lo sarà.
Domani sarà il tempo per rinascere.
Domani giuro che crederò in me.
Infondo oggi ,è l’ anno pari.
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Più di così. Capitolo 3

Il capitolo tre parla di una storia.
Una storia difficile e meravigliosa.
Che oltre ad esse queste due cose è:
una vera storia d’amore.
La mia storia d’amore.
E quando dico vera. Intendo Vera.
Saper amare incondizionatamente qualcuno è quello che ci tiene vivi.
È grazie a questo fantastico sentimento se ho scoperto di esserlo ancora. Viva e non cinica.
Mi ero quasi convinta dopo varie storie che l amore fosse tutto lì.
Che tutti i testi,le canzoni e le poesie fossero sprecate per un sentimento così leggero.Semplice.
Insomma, chi mi ha amata ha ricevuto una minima parte di quello che il mio cuore ha scoperto di saper invece,donare.Riconosco che è stato davvero difficile starmi dietro. Esasperante.
chiedo scusa a tutti i miei ex.
Sarà che ho imparato solo adesso.
Sarà che sono strana io.. che fin da bambina mi sentivo inerme ai sentimenti.
Ero così presuntuosa da pensare che nn ci fosse qualcuno simile a me e che era meglio chiudersi nella propria testa che interagire con il mondo fuori.
Ero una bambina timida e introversa.
Agli occhi degli altri.
In realtà ero un uragano di energie e volontà ,solo che non volevo sprecarle.
Nel mio mondo magico non avevo amici..qualche animale si. Tipo un coniglio ,un cane e un koala.
Forse per questo ho sempre desiderato un cane,
Per non sentirmi sola
E cmq nonostante le ripetute richieste non l’ho mai avuto.
Insomma,non avevo un cane, e nemmeno grandi affetti.
Crescendo ho maturato in me questo “isolamento dal mondo”.
I miei momenti in stand by ormai non preoccupano più nessuno.
Sono semplicemente
‘Alice nel paese delle meraviglie’.
Pochi sanno guardare dentro le persone. Dentro. E le persone.
Beh si,insomma se la maggioranza si sofferma a fantasticare sulla tua terza abbondante…invece di ascoltare e interloquire su un discorso di senso compiuto, mostrando interessi che non siano legati esclusivamente al sesso,allora ti convinci del fatto che sei tu quella fuori dal mondo.
Guardare una persona dentro ,significa conoscerla prima di averla mai incontrata. Tu la guardi. E la conosci.
Dentro di te scatta qualcosa.
Un interruttore. Una scossa. Un atterraggio. Un emozione.
Riesci a vedere attraverso gli occhi di un altro.
E vedi te . Te stessa allo specchio.
Felice.
Stai li e pensi:
ma dove mi sono specchiata per tutto questo tempo?
Difficile perché siamo due complicati del cazzo.
Forse l ho conosciuto già tempo fa nel mio mondo magico, di sicuro c’era anche lui . Lì ci sono tutte quelle personi profonde,sensibili ,complicate ,
presuntuose ,giudicabili.
Incompresi.
In realtà la storia è così :
Malinconica,
proprio come vuole sembrare.
Abbiamo lavorato,costruito,
distrutto, elaborato, cucito,
rimosso,accettato,
superato e perdonato con
cura e devozione.
Non è stato un amore semplice il nostro.Anzi,di semplice non ha mai avuto niente. Era tt proporzionato alla complicanza di noi stessi.
Abbiamo mollato ,tante volte.
Ci siamo detti addio. Infinite volte.
Abbiamo urlato basta,ci siamo insultati ,feriti,
fatti male.
Siamo davvero molto bravi a farci male..sapete.
Soprattutto a chiedere Scusa.
Speciale Si. Speciale lo è.
Basta stringersi per sentire l anima  svegliarsi da un lungo sonno. Sentire il sangue circolarti in ogni singola vena e pomparti nelle arterie fino a stracciarti il cuore.
Ogni abbraccio è nota d amore… su queste note abbiamo scritto la più bella canzone usando i nostri corpi nudi.
Musica di piacere ,di inizi ,di scoperte.
Spesso L’amore ti porta fuori dal luogo dove solitamente si svolge la vita, crea uno stato di sospensione in cui
‘spazio e tempo’ perdono estensione e durata.
L’anima ,subisce una dislocazione che indebolisce il possesso di sé.
Pulsioni e desideri producono quel controsenso che fa ruotare i discorsi solo intorno ad essa.
L’Amore,ragazzi non è nient’altro che delicatezza, confidenza, conforto.
È comprensione, condivisione,
gentilezza.
Rispetto.
È  Passione che contamina i corpi.
Si , perché quando è vero lo senti,
ti oscilla dentro le ossa e non puoi ignorarlo. Devi solo stare lí, ascoltare.
Aspettare.
Amare.
Io non so come andrà alla fine ne se ci sará mai una fine..in realtà non m’importa nemmeno saperlo.
Voglio che l amore faccia il suo cammino e che noi gli camminiamo affianco per molti km ancora. Voglio che quando siamo stanchi ci fermiamo a riposare .Voglio mollare.
Voglio ricominciare .
Voglio che sia semplice,assurdo,pericoloso. Rischioso.
Voglio camminare tutta la vita senza mai guardare la strada che abbiamo già percorso. Voglio concentrarmi su quella che rimane ancora da fare
Insieme.
Io, tu e l’Amore .

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Mancanze. Capitolo 2

Non è una semplice leggenda la storia della nutella nei momenti tristi.
Molti studi ritengono che produca le endorfine: prodotte dal sistema nervoso centrale,che fungono da “anestetico naturale” con benefici simili alla morfina.
Definite anche: “l’ormone della felicita’”.Studi opposti,invece ritengono che contenga un acido grasso” e che
“gli acidi grassi trans sono dannosi per la nostra salute, in particolare al Cuore.
Bene…dopo questo studio approfondito ho capito perché mangiamo cioccolato quando siamo tristi.
Perché quello che che ci entra fin dentro i sensi è così buono, anche se fa male ,da non riuscire a farne a meno.
È un pó la metafora della vita.
Ti dà e ti toglie.
È buono ma fa male al cuore.
E quando il cuore fa male né medici né morfina possono alleviare il dolore.
Che poi sarà che noi donne ,dopo aver pulito dobbiamo subito sporcare un cucchiaio cn la nutella,un bicchiere o fare il caffè.
Insomma…nel lavandino nn deve mai mancare lo straccio e la macchinetta del caffè usata.O forse sn l unica?
Cmq stasera ha vinto la nutella .
Se il mio corpo dovesse parlare adesso…direbbe perché la schiena è curvata su una sedia e sforza le sue braccia a stare su una posizione fissa per poter scrivere,
ma la mente è più forte da dirle che può resistere così .La nostra vera stanchezza é tutta li.
Nella testa.
devo scrivere.
Che poi cosa cavolo voglio dire..nn l ho capito nemmeno io…ma mo ci arrivo.
In pratica,
direi che nn mi manca niente…beh si, insomma ho una casa e una famiglia cosa dovrebbe mancarmi?
Dicono che sia la vera ricchezza della vita.
E lo è.
Magari non sempre siamo disposti ad accettare le differenze,le pretese,le incomprensioni…ma cosa saremmo noi senza di loro?
Un albero senza radice è un albero morto.
Credo che il valore della famiglia,
il rispetto,l affetto e l amore siano le cose principali per vivere una vita piena di senso e attimi di felicità.
Per chi non ha avuto tutto ciò,fate in modo che un giorno voi possiate averne.
Quindi si, in parte sono felice che loro ci siano…sono io che mi devo trovare.
Quindi in teoria ,
avete presente quando vi perdete in un posto improvvisamente…tipo al centro commerciale o ad un concerto?
Ti osservi intorno con la velocità del dottor Gadget e pensi che tutti guardino solo te…quasi avessi un cartello con su scritto :mi sono persa.
Mi sono persa.
Bhé capita a tutti di perdersi no?
Di certo non ho ancora capito da che parte devo andare…ma il mio istinto non ha mai guardato una mappa .
Nemmeno al centro commerciale.
Per questo mi sono persa.
Forse dovrei non fidarmi solo del mio istinto e ragionare,obiettare ,
calcolare le scelte.
Come si fa a calcolare una scelta?
Qual’è il calcolo esatto che la matematica ci insegna?
“Scelta A + Scelta B =conseguenze”
“Scelta B – Scelta A =conseguenze”.
Insomma… se cambiamo gli ordine degli addendi il risultato nn cambia.
Le conseguenze, sono il risultato.
Nessun matematico o calcolatore lo sa davvero.Non ci sono misure nei
sentimenti,
sono le espressioni degli stati dell Io
e nascono dalle emozioni che il nostro istinto ci proietta.
Ogni essere umano produce endorfina nel corpo di un altro,pensate,
abbiamo lo stesso potere del cioccolato con un semplice abbraccio.
Siamo meravigliosi.
Continuo a mangiare cioccolato..ma le endorfine non hanno lo stesso effetto di un suo abbraccio,si butta giú per”mancanza d’affetto” ,una scusa sacramente giustificata da tutti.
Indiscutibile .
La realtà è che quando l’amore ti tocca il fondo ,la parte più profonda del cuore,quella che nemmeno tu conoscevi…nn c’è nient altro che ti possa fare lo stesso effetto.
Nient altro .Solo l amore.
E non parlo di un amore qualsiasi…io intendo quello vero.Struggente.
Quello che ha il potere di riempirti d immenso e subito dopo scoppiare.
Quello che è così difficile e complicato da diventare un overdose.l’Amore.
Cn la maiuscola.
Quello che nonostante gli scoppi…ha ancora l immenso.
E se anche scoppiasse la bomba nucleare…avrà sempre l’immenso.
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La vita è bella. Capitolo 5

Perché abbia deciso di rendere pubblico, in parte qualche aneddoto della mia vita,non lo so manco io.
Che poi è da sempre che butto giù qualche pensiero.
Forse per potermeli ricordare,visto che la mia memoria ha il motore della prima500 che sfoggió nel lontano1936.
I miei archivi di capitoli hanno avuto inizio più o meno,quando avevo 14 anni.Cose scritte e buttate lì,a caso.
Cose che non importa a nessuno leggere perché ti fracassano i coglioni.Pieni di crisi e depressioni adolescenziali.Mi appallano pure a me che le ho vissute in prima persona, pensate un pó.
E poi senza una logica precisa.
Tale e quale ,spiaccicati a questi.
Che se ci mettessi un titolo adesso potrebbe sembrare pure più sensato.
Per questo non glielo metto.
E lo chiamo quinto capitolo,
giusto per seguire almeno la logica numerica.
Capitoli a parte,voglio parlarvi di cazzate.
E di quelle,ne ho fatte che non si contano.Forse per questo veniva data sempre la colpa a me,
anche quando in quei brevi casi ero palesemente innocente.
Un pó come la storiella del
“Attenti al lupo!”che poi non ci crede più nessuno e si sbrana le pecore.
Quella roba lì più o meno.
Un campo minato di lupi e pecore.
Ma lasciamo perdere questo.
Quella volta la feci grossa.
Non più grossa di molte altre,
anzi a mio parere di poco conto,
ma me la ricordo. Più o meno bene.
E se me la ricordo è perchè ancora oggi,dopo anni,non mi spiego come abbia fatto a ritrovarmi a 200km orari in una macchina, con dei perfetti sconosciuti.
Il perchè è ingiustificabile e incomprensibile pure per me.
Ma mo ve lo spiego subito.
Un sabato che figuratevi se mi ricordo il perché,litigai con il mio fidanzatino dell’epoca. Quale motivo migliore quindi,per infilarmi una minigonna e buttarmi a capofitto al primo festino della serata.Di nascosto,ovviamente anche da mia mamma.Che niente m’avrebbe detto lo stesso,ma manco me l’aveva chiesto cosa andassi a fare e quindi,giustamente, perché avrei dovuto dirglielo io di mia spontanea volontà?!Non si sa mai,che proprio quella sera gli sarebbe salita l’apprensione improvvisa.Per non parlare poi del fatto che era meglio quando non mi chiedeva niente,
che ogni volta che solo mi diceva: “Statt accort” succedeva l’impossibile.
E guarda caso,chiamava esattamente quando ti trovavi nei guai.Mica se non ti ritiravi una notte o per giorni.
Ci ha il sesto senso sviluppato assai. Quello materno suo,li batte tutti.
Comunque io avevo appena i miei 18anni e la spensieratezza e la voglia di vivere che adesso,dopo quasi 10 anni passati,manco a pagarle riuscirei a riprovare.
Quelli sono gli anni dove tutto ti sembra ancora lecito,dove tutto è una scoperta e la strada davanti sembra appena cominciata.
Solo che poi capisci cosa significa avere la vita davanti quando questa ti si piazza all’improvviso tutta dietro,diventando un macabre di rimpianti. Ma questo lo scopri dopo.
Col tempo. E pensa tu, se davvero puoi credere che sei entrato nel mondo degli adulti. Per quello devi superare abbondantemente la trentina adesso,
se sei fortunato e c’hai potuto affrontare le disgrazie.
E comunque io mi ci sto avvicinando,
a 3/4quasi.
Mi portai mia sorella,la più piccola delle tre.Non ricordo quale fu la causa,purtroppo la mia memoria come vi dicevo tende a cancellare le cose inutili dalla mente,quasi avesse un tot di giga su l’ hard disk.
Di solito salva in automatico sul desktop tutto quello che vale la pena essere ricordato. Appreso.
E te li spiaccica lì davanti.Sempre pronti per poter dare un occhiatina.Una ripassata di tanto in tanto,anche agli errori.
D’altra parte mette in una cartella,tutte le cose che andrebbero invece dimenticate.Solo che non sempre si ha il coraggio di spostarle nel cestino e allora le tieni lì. Nella cartella nascosta. Per spiarli ogni tanto.
Quando vuoi farti davvero male.
Comunque a parte questo ,vi racconto cosa è successo prima che dimentico di nuovo tutto,e poi mi devo mettere a scavare in tutti i download,
nella testa di minchia che ho.
Praticamente questi tizi ci offrirono un passaggio.Non so nemmeno come è perché rimanemmo a piedi. E non ricordo né un solo nome e nemmeno nessuno di quei volti.
Non ero ubriaca,a quei tempi non bevevo alcolici.
Ero un cocktail di ingenuità.
E cmq l’aneddoto si,quello me lo ricordo bene.
Ubriachi e tirati di chissà quale droga erano invece questi, ridevano e correvano in quella macchina come se non ci fosse un domani.
170,180,190. La lancetta saliva con la stessa velocità del mio battito cardiaco.Adesso scoppia e scoppiamo anche noi,pensai.
La paura ormai aveva prosciugato ogni parola ,non so se non mi sentivo più quelle o le gambe.
Ero un irresponsabile,una stupida senza cervello. Ma che ci facevo lì dentro a rischiare la morte? Chi erano quelli?
Al mio fianco c’era mia sorella,lei non aveva nemmeno 18anni.Io ero la sorella maggiore e l’avevo messa in una condizione di pericolo.
Che testa di cazzo.Aveva ragione mia madre.Non me lo sarei mai perdonata e nemmeno lei l’avrebbe fatto.
“E se questi ci fanno qualcosa,se ci ammazzano,se ci violentano!
Santo Dio Ti prego!
portaci a casa sane e salve!.”
Più che una preghiera vi assicuro che a lungo pronunciarle,divenne quasi una minaccia.
Mentre questi pensieri si perdevano nella mia mente come coriandoli di post it stracciati e privi di senso che svolazzano,
pensavo contemporaneamente a come avrei potuto farle da scudo…nel caso quest’ultime non fossero state ascoltate.
Come se io avessi avuto il potere di salvarla. Come se il mio corpo sarebbe bastato a proteggerla.
Solo che io non ero Dio ,ed ero fottutamente nella merda.
Rimasi in quel silenzio,sotto note di inutili risate. Amalgamate da un insipida paura,che mi saliva alla gola assieme la saliva.
Una paura piena di sensi di colpa.
Il mio cervello in balia di tutti gli altri pensieri,mi proiettava già immagini di giornali e telegiornali, pianti,disperazione e delusione.
Quante cose può pensare la mente in un millesimo di secondo,che non potete immaginare. O forse si.
E io le pensai proprio tutte.
Anche le più assurde e fantasmagoriche. Comprese le scene dei film più agghiaccianti che avevo mai visto. Insomma,mi sentivo in una di quelle scene di Fast and Furios,solo che c’era un misto di Dario Argento e qualcosa di Quentin Tarantino.
Un film da premio Oscar come miglior regista e attrice protagonista.
Mentre la paura ballava un valzer con la fantasia,proiettandomi questo scenario da film horror,
vidi finalmente il portone di casa.
Per una mezz’ora buona credo di aver avuto anche un infarto.
Soprattutto quando uno di quegli intelligentoni tiró il freno a mano,nel bel mezzo di una corsa contro la morte e ci fece girare come lo yoyo per 10 minuti buoni.
Il colpo finale di terrore,certo.
Era l’alba, ed io non ero mai stata così felice di varcare quella porta, né di cominciare un nuovo giorno. Di Vita.
La stessa che spesso odiamo ma che guai a chi ce la tocca,sta malandrina.
Mi catapultai dalla macchina trascinandomi mia sorella con una forza, che solo in certi momenti sai di poter avere.
“Grazie Dio!” dissi con tono sollevato.
E lo faccio sempre. Non solo in momenti come questi.
Perché ditemi quello che volete, ma io in Lui ci credo. Insomma ma davvero non credete che ci sia una forza soprannaturale che ci protegga?
E la stessa che invece ci metta in pericolo?
Bhé…Quelle forze non sono altro che
Dio e Satana. E io ci credo.
Certo che ci credo.E se ci credo è perché come San Tommaso ho dovuto prima costare.
Accertarmi di questa verità.
E in verità,vi dico che potrei stare a scrivere fino a domani quello che,
per assurdo mi è successo per arrivare a pensare ciò.
E comunque chissà,magari un giorno ve lo racconto.
Ringraziai a mala pena quei poveri disgraziati.In realtà avrei voluto dirgli che erano delle teste di cazzo,ma colossali.
Solo che non ero proprio in una condizione per esprimere tali giudizi.
Gli dissi solo:
“Andate piano ragazzi. La vita è bella.”
E quando l’ho detto, ricordo di averci creduto veramente.E avevo anche scoperto che pronunciare delle parole vere, che senti veramente,ti fa sentire diverso.Leggero.Sincero.
Anche il tono cambia quando le pronunci. Ti vibrano i timpani.
Provate a dire ‘Ti amo ‘ alla persona che amate veramente.Poi me lo dite.
Mia sorella non disse una parola,sembrava meno spaventata e preoccupata di me,non si sarà nemmeno accorta del pericolo che stavamo correndo.Infondo era giusto così,avrei dovuto pensarlo io.
Prima però.
E comunque ad oggi lei è molto più responsabile e affidabile di me.
E io sono ancora tanto ingenua.
Perché nonostante la maturità che penso consciamente di avere, credo di esserlo tanto.Non stupida.Ma talmente pulita che non mi aspetto mai che qualcuno possa farmi del male.
E anche se,col tempo ho imparato comunque a non abbassare mai la guardia,credo che l’ingenuità sia una questione di carattere.
Non credo si smetta di essere ingenui crescendo.E se sei ingenuo non sei nemmeno cattivo, e se non sei cattivo la gente te lo mette a quel servizio.
Insomma,bisogna equilibrare le cose.
Audacia e Riservatezza.
Furbizia e lealtà.
Ma,ritornando al racconto di prima.
La vita.
Ma cos’è questo astratto dono appartenente a tutti e sempre appeso ad un filo?
Forse nessuno ne ha ancora capito il senso,e soprattutto il valore.
E tutti quelli che provano a dare una definizione o dei consigli su come affrontarla,sono gli stessi che a quello che dicono, non ci credono manco loro. Tipo io adesso che vi sto per esprimere il mio concetto di vita filosofico .
Che poi di filosofico non ha proprio un bel niente,perché manco so cosa significhi veramente questa parola,
o meglio lo so.
Significa “amore per la sapienza”.
Ma che vuol dire?
La sapienza fa parte delle cose più belle.E Amore è amore del bello, sicché è necessario che Amore sia filosofo e, in quanto filosofo,sia in mezzo tra il sapiente e l’ignorante.
Quindi,tutti possiamo essere filosofi per via di Amore,l’unica che cambia la vita delle persone e che sta sempre un pó più in lá da dove stiamo noi.Ma questo lo sapete pure voi,o no?
Ma volevo parlarvi della Vita.
L’amore per la Vita.
E mentro mi concentro a considerare tale concetto,fumando una sigaretta nella più assoluta pace che questa casa e questo posto mi riserva…
Penso a quanto sia angosciante anche solo il rumore delle suole sull’asfalto in riva al lago.Affascinante si.
Incantevole,come la scenografia di un palco vuoto. Senza attori.
E comunque ho perso di nuovo il filo. Non posso scrivere tutto quello che mi passa per la testa in un secondo,ne esce fuori questo.
Un discorso senza logica.
In radio sta passando la canzone di Elisa:“Fare tutto come se,vedessi solo il sole.”
Penso che sia esattamente questo quello che volevo dire.

Pensiamo, parliamo, lavoriamo.
Ci dedichiamo allo sport ,agli hobby,al sesso,al divertimento.
Abbiamo il nostro tempo libero,
che poi ci sembra sempre troppo poco per apprezzarlo veramente e quindi riempirlo di cose più importanti.
Ma dove siamo con i nostri pensieri mentre facciamo tutte queste cose? Siamo presso di noi, ognuno presso di sé?Oppure ci troviamo in realtà da tutt’altra parte?
Con la nostra coscienza ci troviamo sempre dove sono i nostri sentimenti. Le nostre sensazioni.
Possiamo dire che, pur essendo presenti con il nostro corpo,in realtà con i contenuti dei nostri pensieri,e delle nostre parole ci troviamo lontano da noi. Altrove.
Mentre lavoriamo pensiamo che capaci come siamo,avremmo potuto fare altro.
Mentre ci affrettiamo a preparare la cena,pensiamo che avremmo voluto essere invece,alle Hawaii.
Se vi sposate potreste un giorno pentirvene,se non lo fate pure.Insomma,perdiamo in modo inutile tanta,tanta energia fisica.
Dovremmo imparare a giungere ad una vita appagata che è creativa.
Il beneficio per la nostra vita è quindi dato dal principio: ciò che fai, fallo in modo totale.Essere completamente presso di noi.
Del tutto in noi.
Conquistando la vita.Facendo in modo di essere presente e di cambiare in modo positivo in base alle situazioni del momento. L’uomo è la forma più incontentabile di essere vivente.
Quindi ciò che fai, fallo in modo totale.
Sii presso di te, poiché ogni attimo è vita preziosa.
Ama la tua Vita essendo in lei.
Domani potrebbe non far più
parte di te.


A un giocatore di baseball che aveva sfondato nel tempio del baseball fu chiesto che cosa avrebbe desiderato che qualcuno gli avesse detto,quando aveva cominciato a giocare per la prima volta a baseball.Costui rispose: “Vorrei che qualcuno mi avesse detto che, quando si arriva in cima, lì non c’è niente”.

Il senso della vita sta nel presente.

“E cmq dopo quell’aneddoto,col cavolo che sono più entrata in macchina di uno sconosciuto!”

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Permesso, sono il passato.

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Non si è mai troppo grandi per rivivere il passato.
Un pezzo di vita vissuto di quell’infanzia tormentata .
Tornare nei posti felici…
dove l’erba era alta ,gli alberi fioriti e i sorrisi gratuiti e trovare matasse di polvere detriti e fiori spenti…
ti strazia l’animo.
Resta solo un altalena …forse l unico gioco vero che ci faceva sentire fuori da quelle quattro mura .
Un gioco che puoi trovare al parco…che a molti bambini sembra stupido e scontato.
Ma non per me.Non per noi.
Ricordo ancora la felicità e i sorrisi sui volti delle bambine quando ci fu regalata.Uno ad uno.
Eravamo costrette ad andarci a turno…due massimo tre alla volta…
e  quando sarebbe arrivato di nuovo il tuo turno la campanella x i compiti aveva già suonato.
E la sera li seduta con la tua migliore amica x provare anche la minima sensazione di volare.
E dirsi i segreti…raccontarsi le storie…immaginare il futuro.
Tutto in quel posto parla.
Rimane l’odore di legno bruciato… l’incenso di immagini sbiadite.
Il cerchio grande di mani che si stringono.
Le canzoni…le urla,le risate.
Persino il suono della campanella.
Un posto magico…la casa che mi ha accudita…che mi ha cresciuta che mi ha amata.
Un posto che potrebbe ancora dare tutto questo ..se solo ci fosse la possibilità e più persone con un cuore.
Alzerei ogni dedrito cn le mani…e metterei mattone su mattone anche la notte se fosse la soluzione x dare agli altri …quello che hai donato a me.
Voglio credere che un giorno fiorirai di rose in giardino…splenderai di sole dalle vetrate e la campanella riunirà tante anime in un cerchio d’amore.
Oggi sembri così piccola rispetto a ieri…..ma voglio credere che sono io ad essere diventata grande.
Ciao e Arrivederci posto magico.