Gondoliere portami a Napoli

E comunque io non ho ancora capito se è già venuto carnevale oppure no.
Su facebook continuo a vedere sfilate di bambini con dei costumi fantastici ed originali come quelli fortissimi de il Boss delle cerimonie e San Gennaro,quanta fantasia.
E la bambina vestita da polipo in pentola a Napoli che spettacolo!
feste divertenti fatte in casa e nei locali. Coriandoli,maschere,inviti ,foto di chiacchiere e pastiere,
tutto questo da più di una settimana.
Possibile invece che io qui, ancora non abbia visto neanche un bambino mascherato?Né coriandoli né uova sulle macchine o spruzzi di neve in giro.
Neanche Uno!
Nemmeno nei centri commerciali,che di domenica non dovete manco immaginare come qualsiasi centro commerciale da noi,che sia il Campania o l’iperfamila,e nemmeno in giro per strada.
E poi ho sempre mangiato la lasagna con la vicina di casa.
Non ricordo una sola volta che mia madre non abbia stretto un legame parentale con la vicina,e pure di case ne abbiamo cambiate.
Forse per questo mi ricorda sempre:”Figlió megl a gente estranea chè e parient.”
Non esistevano vicini di condomino,
esisteva un altra famiglia
con appartamenti comunicanti e tazzine di caffè che circolavano di casa in casa a tutte le ore del giorno.
Qua manco per caso li incontri sulle scale o affacciati al balcone.
Boh…e pure sui citofoni i nomi ci sono.
A volte mi chiedo davvero se questo sia un altro universo o se siamo noi Alieni.
Che poi quanto mi manca il venditore ambulante che mi portava il pane appena sfornato, esattamente alle 13e20 ,che non si può spiegare.
Me lo metteva nel “panaro” appeso al balcone,direttamente servito a tavola.
Questi quel pane se lo sognano e pure la pizza.
Una cosa però la devi dire;
la cortesia che hanno.
Tutti.Anche il benzinaio,che da noi manco a pagarlo ti dice buongiorno alle 6 di mattina,fino al postino,
che di solito era sempre un vecchio brutto,antipatico e pure scostumato che ti bussava insistentemente alle 8 ,con quel dito incollato al citofono,manco fosse mia mamma quando torna da lavoro,
urlando:”Signoraaa! a bullett e l’equitalia!scinnit a firmá ,ambress ambress ja,che m nággia í”,
quanto mi stavano sulle palle i postini,che non potete capire.
Qua ti lasciano il biglietto dopo aver bussato mezza volta:
“ritirare alla posta”.
Fortunatamente ce l’ho sotto casa,ma se fosse stata lontana sai che rottura di coglioni ogni volta andare in posta.
E quando chiedi un indicazione in giro,
se mai trovassi un uomo,soprattutto di sera.Superstite.Sembrano tutti Tom Tom,e ti dicono i km che mancano,
i semafori da passare e le rotonde da fare,talmente tante volte da ripeterle addirittura ad alta voce con te ,fino a che non gli dici che hai capito e invece nun è capit manc o ca***.
“Grazie lo stesso!”
Forse sono io che ho difficoltà a capire quando mi spiegano una strada o forse ho sempre avuto culo, cioè, in tutte le volte che mi sono persa a Napoli,ho sempre trovato qualcuno che mi facesse strada davanti.
Che cavolo mi spieghi giri a destra e sinistra,il passaggio a livello,
i semafori,le strisce pedonali e quanta gente cammina per strada per 10km se manco il mio indirizzo ancora non ho imparato?
Non mi spiego neanche perché non provano nemmeno a vedere se c’è un posto libero di parcheggio più vicino,che poi puntualmente ce ne sono dieci e gli dici:
“Ma perché non hai visto prima se c ‘era più avanti,scusa?
Guarda quanti ce ne sono!”
“Eh così!”
ti rispondono alzando le spalle:
“Mi fermo dove c’è il primo posto libero.”
E fai male bello mio!Fai male!
Ma scusa,uno per logica vede prima se c’è il posto davanti,poi se proprio dopo una decina di giri non ne esce uno,allora decidi se cambiare proprio meta, o se vale la pena farsi 3 km a piedi con -5gradi.
Col cavolo che non atterro fino fuori la porta,a costo di dare il 5 euro al parcheggiatore abusivo o sostarla in doppia fila.
Solo che qui quelli non li trovi,
e in doppia fila ti prendi istantaneamente una multa.
Poi quell’ italiano perfetto, con un accento cordiale e rispettoso che dopo un pó irritano pure i nervi che avevi in cassa integrazione.
Ma non lo sbagliano mai un verbo?
Non hanno un termine solo loro di paese come “o giárritiell” per fare il latte?
O un modo di dire come:
“Magnatell n’emozione che nun s pav!?”
Perché invece di salutare con:
“Tutt appost?”
dicono: “Com’é?”
ma com’è chi?

Questi sono pazzi e noi siamo incivili.
Questi parlano in italiano e noi siamo ignoranti.
Questi non bevono se guidono
e noi siamo i fighi.
Questi usano la cintura e noi moriamo
.

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8 pensieri riguardo “Gondoliere portami a Napoli

  1. Hai descritto perfettamente la vita in quel di sud! Un pò mi manca.. e un pò no… è sempre cosi… odi et amo con Napoli. Milano è un’altra storia… un’altra vita.. Pian piano, però, sta cambiando… ognuno porta un pò di campania.. un pò di ‘puglia.. un pò di calabria.. e ne escono grandi feste… bei vicini… belle storie. In ogni poso ci sono belle persone come a Napoli… bisogna solo saperle trovare!

    Piace a 1 persona

    1. Bhé Varese non è proprio Milano…ma si,siamo comunque lì..in una delle città più ricche d’Italia. E cmq hai ragione…basta saperle trovare.
      Mi sa che devo uscire un pó di più allora :p

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