Io non ho mai smesso di crederci .

A pensarci bene avrò anche un carattere di merda, ma devo ammettere che nonostante tutto sono molto maturata negli ultimi mesi. Ho acquisito una grande consapevolezza.
Forse, essendo sempre stata una sognatrice,una buona ,
una leale.. riuscivo sempre a giustificare tutti. Ma proprio tutti.
Per molti anni ho giustificato le mie mancanze affettive ad esempio.
Ho giustificato mia madre e le sue distrazioni,ho giustificato mio padre e le sue assenze.
Quando i genitori si separano,
si subisce una frattura.
Un taglio,per i figli quasi sempre improvviso e poco comprensibile.
Spesso ,questo comporta un brusco disimpegno da parte delle due figure.
Alla ‘discontinuità’ traumatica che subiamo invece noi figli sopraggiunge anche, il senso di ‘abbandono’.

Sarà che sto crescendo,sarà che come ogni donna mi prende anche quel dirompente desiderio naturale,
instintivo, fisiologico, biologico, chiamatelo come volete,
di diventare mamma .
E non che io voglia un figlio adesso,
sia chiaro, è solo un desiderio consequenziale di crescita.
E dire che non vorrei mai che un giorno mia figlia dubitasse del mio amore per lei ,costringendo i suoi demoni a fare lo stesso.
Non vorrei che a mia figlia fosse mai negato un abbraccio,un conforto.
Una presenza.
Almeno una,ma che ci sia. Sempre.
Non ricordo l ultima volta che mia madre mi ha abbracciata ,forse sarà stato nello svezzamento o quando ho preso la prima comunione.
Non ricordo nemmeno di aver mai visto mio padre ai miei compleanni.Anzi forse una volta si, quando ho compiuto 7 anni,si presentò a casa con una bici rosa. Non ne avevo mai portata una e per non dirgli che non l avrei usata perché nessuno me l avrebbe insegnato ,gli dissi che volevo una bambola.
Che poi mi sentii pure in colpa per non aver accettato il suo regalo.
Ma non poteva sentirsi in colpa lui per non avermela mai insegnata?mica potevo andare in giro con le rotelle a 7 anni.
E comunque poi ho imparato da sola.
Se sapessero quanto li amo,Dio.
Se solo potessero entrare per un attimo nel mio cuore …vedrebbero che loro sono lí. Sono sempre stati li..nell angolo più grande ,seduti sulla poltrona marrone che avevamo nella nostra vecchia casa. Abbracciati.
Bellissimi. Felici.
Per lunghi anni ho accettato la mia condizione.Non c’era sempre la mamma e non c’era mai il papà,o non c’era mai la mamma e non c’era sempre il papà.
Insomma non c’era mai nessuno.
C’ero io e il mondo.
Ed io, ero ancora troppo piccola per stare da sola. Per provare quel senso di abbandono…così,
senza che ne capissi neanche il motivo. La casa,i giochi, le abitudini,gli affetti.
Improvvisamente non ti ritrovi più nulla.
Non c’era più la mamma che mi preparava il mio pranzo preferito né i cereali per colazione,quella che mi allacciava il grembiule e mi dava un bacio prima di andare a scuola.
Nn c’era più il mio papà seduto sul divano a guardare sparatorie del far West ,ed io lí di fianco a lui ad aspettare il suo sorriso che esplodeva sul quel volto ad ogni mia stupida domanda.
Erano gli unici momenti dove riuscivo a rubargli un abbraccio.Erano gli unici momenti per sentirmi la sua principessa.
Sul rapporto padre-figlia é fondata buona parte dell’autostima che ci portiamo verso noi stesse e nella vita.
Il padre rappresenta il Principe Azzurro delle fiabe, l’eroe “senza macchia e senza paura”.La sua funzione quindi dovrebbe essere quella affettiva,fonte di protezione e aiuto.Fungere da guida, consigliere,rifugio emotivo, ed anche portavoce delle regole di rispetto, diritto e dovere.
Ma lui non è stato niente di tutto questo…se non un padre biologico.
Ha degli occhi azzurri stupendi…sapete, io ci guardavo il cielo all interno.
Mi diceva che se saltava una generazione poi sarebbero stati i miei figli ad avere i suoi occhi.
Spero sia la verità.È un uomo buono ma tanto bugiardo.
In piena crisi fui ‘parcheggiata’ con le mie sorelle in un istituto, un collegio per intenderci meglio.Quelli dell’epoca.
Mi dissero che sarebbe stato solo per poco tempo…poi tutto si sarebbe sistemato e saremmo tornati a casa tutti insieme.
Da allora non ho più avuto la possibilità di rubarmi quegli attimi di felicità.
Ero costretta a vederlo a ritmi di tempo che da settimane sono diventati mesi fino a perdere interi anni di conoscenza,affetto e stima reciproca.
In pratica, non ci siamo mai conosciuti veramente.
Ma ci stiamo provando,anche se ci sono anni di buchi incolmabili che nessuno può più sanare.
Ci stiamo provando perché oggi posso scegliere.Posso scegliere di averlo nel mio futuro.Posso rubarmi ancora qualche abbraccio,posso vederlo cambiato in un viso pieno di rughe e sofferenze. Posso ancora dirgli che gli voglio bene,che l’ho perdonato.
Certo l’avrei voluto anche all’uscita di scuola,alle mie feste,nelle mie foto.Su quel divano a guardare Sylvester Stallone e i film di Totò.
Avrei voluto mostrargli i miei disegni, i miei voti a scuola e avrei voluto trovarlo in piedi quando tornavo tardi a casa.
Guardando indietro ho capito che una parte di me è morta lì con lui.
In quella casa andate in fiamme.
Per questo mi porto dietro insicurezze,mancanze di autostima e la paura dell’abbandono.
Paura nell’affrontare in solitudine tutte le diverse prove alle quali la vita ancora mi espone, rimanendo priva di qualsiasi legame affettivo.
Mi porto dietro tante cose che hanno influenzato e formato la persona che sono adesso.
Anche se tutto sommato ne sono uscita abbastanza sana.
Bhé si,insomma le batoste da superare non sono state poche e nemmeno tanto facili.
Mi porto addosso qualche acciacco , ma sono le mie cicatrici, quelle che ti fanno male quando il tempo fuori e grigio ma che ti ricordano dove ti hanno portata,nelle belle giornate .
Sono cresciuta.
Cavolo se sono cresciuta.
Che poi mi sono sempre sentita un pó “l’anzianotta” di turno,forse perché la vita mi ha anticipato un pó le tappe.
Mi ha tolto la spensieratezza e i desideri dell infanzia.
I sogni e le esperienze dell’adolescenza. Ha preso un grappolo d’uva e lo ha fatto maturare prima,
così,forse per ricavarne un vino migliore. Stagionato,che ne so.
Magari sto dicendo solo una marea di cazzate o forse sto continuando a giustificare anche lei.La vita.
In realtà,sapete cosa vi dico che dovrei mandare tutti a quel paese.
Dovrei urlare che sono stufa di accettare,comprendere,
discolpare ,scusare. Perdonare.
Stufa di tutto quello che per anni ho desiderato.Stanca di recuperare rapporti e affetti.
Forse, accettare la realtà risulterebbe più facile. Accettare quello che siamo e quello che siamo diventati come conseguenza degli errori altrui.
Ma a cosa servirebbe,
a cosa serve la rabbia,il rancore o addirittura l odio.
A cosa serve prendersela con il mondo intero.Io non voglio provare nessuna di tutte queste cose.
Io posso sempre scegliere per me.
Posso sempre scegliere di dare tutto quello che mi è stato negato,
posso scegliere di essere migliore. Posso perdonare.
Quando resto lì nel mio silenzio.
Quando correggo gli errori degli altri. Per me.
Per trarne insegnamento io,per non cadere negli stessi,per saperle affrontare alla meglio,
per continuare a vivere e trovare delle risposte.
La verità è che l’amore si dimostra,
non è scontato.Non è pretesa.
È essenziale,fondamentale..
e non basta mai.
Come non basterebbe una vita intera adesso a recuperare quello che per anni mi è stato negato.
Non sono qui a intenerirvi o intristirvi,anche perché sono una ragazza serena nel pieno della sua difficile e meravigliosa crescita che gode di ottima salute e intelligenza.
E ho ancora i miei genitori.
Non insieme,non felici,non presenti.
Ma ci sono.
La famiglia ha un ruolo fondamentale in ognuno di noi,è quella che ci forma,ci modella,ci stabilizza.
Ci segna e ci insegna.
É la radice.
E se quella dove siamo nati marcisce col tempo ,possiamo sempre farne crescere una migliore. Più solida .
Possiamo sempre costruircene una.
Con le nostre mani,le nostre sofferenze,i nostri insegnamenti.Felici.
Di poter sempre e ancora amare.
Felici, di apprezzarne ancora di più il valore.Non sono incazzata.
Delusa,forse.Un pó amareggiata,
Ma nemmeno poi tanto.
Sono felice di come sono.
Di quella che sono diventata,di tutto quello che ancora mi spetta conoscere. Vivere.Scrivere.Raccontare.
Ho davvero voglia di mandare tutti a quel paese in realtà.Ma non lo faccio.
Mi tengo ancora stretto questi pochi affetti. Cerco di recuperare.
Ancora e per tutta la vita.
Forse non cambierà granchè, ma non importa.
Un giorno potrò sempre dire a me stessa e ai miei figli che
Io non ho mai smesso di crederci.

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