14 Aprile ore 17:50 Finalmente tu ðŸŒ¸

Per nove mesi immagini questo momento. Per nove lunghi mesi fantastichi su come puó andare e in che modo conoscerai tua figlia .Ne hai sentite tantissime sulla questione parto alcune sembravano anche esagerate altre quasi surreali ,ma poi lo capisci dopo . E certo se lo capisci .

Il giovedì di quella settimana verso le 21 di sera andai in clinica perché erano iniziate le prime contrazioni. La mattina avevo perso il famoso’ tappo mucoso’ anche se il dottore alla visita mi aveva detto che ero ancora tutto in alto mare .Preparai le ultime cose in valigia ,ci vestimmo ed emozionati salimmo in macchina convinti che da lì a poco avremmo conosciuto nostra figlia . Le contrazioni erano dolorose abbastanza regolari ma sopportabili e il dolore durava veramente poco . Pensai “vabbè, quanto ancora possono essere forti ,sarà facile e nn ci vorrà molto .” Una volta arrivati lì smisero del tutto e mi mandarono a casa dicendomi :<<Può succedere stanotte come tra una settimana >>, ovviamente inutile dirvi che ero scoraggiata al massimo e nella mia mente pensavo già di superare il termine e arrivare alla stimolazione,che sempre sotto testimonianze era molto peggio. Comunque meno male che andò così perché il giorno dopo era venerdì 13 e mi sapeva tanto di sfiga ,oltre al fatto che il 13 aprile si sono sposati i miei e quindi quale giorno più sfigato di quello 😅 L’indomani mi sentivo come al solito fiacca e stanca fino a sera . Il Papy tornó da lavoro quella sera e preparó dei mega panini con hamburger e schifezze varie . Passammo la solita serata sul divano tra chiacchiere e gli smartphone tra le mani. Verso le 23 di sera iniziai a sentire le stesse contrazioni della notte prima ma nn mi allarmai . Piano piano diventavano sempre più dolorose e ravvicinate ,nonostante ciò mi misi a letto e mentre lui calcolava i minuti tra una contrazione e l’altra io ne approfittavo per chiudere un po’ gli occhi . Verso le 5 e 30 del mattino dopo una notte intera ormai di dolori, decisi allora di recarmi nuovamente in clinica. C’erano le contrazioni, un po’ di dilatazione ma l’utero ancora troppo alto. Mi diedero la stanza e mi dissero di aspettare la prossima visita qualche ora dopo . Nel frattempo i dolori continuano agli stessi ritmi e io passeggiavo per la clinica piegandomi a metà ad ogni contrazione . Avevo passato la notte in bianco non potevo mangiare niente e mi sentivo già stanca …senza nemmeno immaginare cosa mi aspettasse dopo . Verso le 9e 30 i dolori iniziarono ad essere sempre più forti . Insopportabili . Intensi . Ad ogni visita mi dicevano che ci voleva ancora tempo e io pensavo che di lì a poco sarei morta . È assurdo il fatto che devi accettare un dolore lancinante per ore senza poter fare niente .( premetto che se tornassi indietro avrei scelto una struttura che facesse l’epidurale visto che nn sono stata tra le fortunate “io ho partorito in due ore ” !) verso le 14 ero ormai senza forze .Stremata. Non ricordo molto adesso …ma so per certo che nn è ero lucida . Ricordo le mie labbra così secche che erano diventate bianche . Ricordo che la mia mente era spenta . Di tutto quel tempo lì ,dentro quella stanza ho un vuoto . Ad ogni contrazione veniva accompagnata la paura di nn farcela con respiri profondi e momenti di riposo per prepararsi alla prossima che nn era lontana . Il mio compagno era con me. È stato con me tutto il tempo massaggiandomi la schiena e sussurrandomi parole di conforto . È stata fondamentale la sua presenza . Tantissimo . Più passavano le ore più i dolori erano insopportabili. Disumani . Sentivo come se mi stessero accoltellando alla schiena . Ho urlato,ho pianto ,mi sono sentita così debole ,incapace . Mi sentivo torturata . Sfinita . Pensavo di non farcela e non avevo possibilità nemmeno di arrendermi . Non so dove trovi la forza in quel momento ma ne cacci veramente tanta .

Ultima spinta con tutta la rabbia e la forza possibile e dopo quasi 10 ore di travaglio intenso alle 17:50 finalmente eccola lì 3.430 kg di amore .Avevo già dimenticato tutto il dolore e la paura . Era lì ,i suoi polmoni si sono riempiti d’aria e la sua vita è iniziata insieme alla nostra . Era lì tra le mie braccia quell’esserino che sentivo spingere dentro le mie viscere fino a qualche minuto prima . Era Bellissima . Perfetta .

E io ce l’avevo fatta .

Primo Baby shopping.

Il passo successivo all’euforia della scoperta del sesso è ovviamente lo shopping per il nascituro . Non vediamo l’ora di comprare la prima tutina,i primi calzini e creare un ricco e nuovo guardaroba a nostro gusto e piacere per i nostri cuccioli. Io ho resistito fino ai 6 mesi circa ,poi i miei guadagni e miei risparmi sono volati via tra acquisti online e qualsiasi negozio di bambini che mi capitava davanti . Ed oggi mi ritrovo un mini armadio strapieno di tutine e abitini taglia 0-3. Bhè in questo caso anche se molti mi hanno detto :”Non comprare troppe cose che poi nn le metterà .” Io ho fatto l’esatto contrario. E nella mia testa spero che riuscirò a metterle davvero tutto ,ma ne dubito.

Mi va di consigliarvi di ascoltare invece le donne e le mamme che ci sono passate prima di noi . Anche perché ti piange il cuore non poter sfruttare delle cose e starne a ricomprarne altre dopo pochi mesi . Ero partita con l’idea di comprare cose colorate alternative al rosa. Ma la sua prima tutina mi fu regalata da sua nonna e mi sono perdutamente innamorata di quel colore delicato è dolcissimo .

E così il suo guardaroba si è tinto per la maggior parte di questo magnifico colore.

Questa è la situazione adesso oltre ad una decina di scarpine meravigliose .

Guida agli acquisti:

Il consiglio è di seguire poche e semplici “regole” .Prima di tutto, è importante scegliere indumenti e biancheria realizzati in fibre naturali, come il cotone, il lino e la seta. Per la lana invece ,a differenza di prima che si usava molto e pur essendo un materiale naturale non va più utilizzato a diretto contatto con la pelle dei neonati,per non rischiare irritazioni o allergie. Per gli strati più “esterni”, come golfini, cardigan e copertine è un ottima scelta.Meglio, ricorrere al cotone caldo o alla ciniglia,anche se anch’essa meno traspirante ,nei periodi freddi o incerti. Come questo Aprile che ti sta aspettando . Un giorno è primavera e l’altro è inverno . Quindi ho optato per la ciniglia i primi tempi e tutine miste di caldo cotone e cotone . Non comprate eccessivamente, ma 6 /10 bodini e una decina di tutine il primo mese vanno più che bene . Soprattutto perché tra meno di due mesi stai lì di nuovo a ricomprare tutto .

In ogni caso ho scoperto un app fantastica

MiMom

Una piattaforma esclusivamente per le mamme,fatta apposta per vendere o comprare cose per i nostri bambini che altre mamme non hanno utilizzato o l hanno fatto poco. Dai vestiti,ai giocattoli a tutto quello che può servire .

Date un occhiata …mi trovate lì successivamente con tutte le cose che non riuscirò a metterle o ad utilizzare poco !

Maschietto o Femminuccia?

Devo ammettere che ho sempre desiderato un maschietto . Sarà che la maggioranza in famiglia è di sesso femminile e infatti sono la seconda di quattro sorelle . Il maschietto mi ha sempre suscitato una specie di curiosità in più , e poi volevo accontentare mia madre che ahimè questo desiderio le è rimasto ancora . La scoperta del sesso del tuo bambino è una delle curiosità più belle ed emozionanti . Dentro di te c’è sempre un pizzico di preferenza ed anche una certa sicurezza già . Infatti ,nonostante io desiderassi fortemente un maschietto , senza essere falsamente ipocrita ad esprimere la mia preferenza ,in cuor mio sapevo già di aspettare una bambina . A 12 settimane circa decidemmo di fare il Vera Test. Il test del Dna che rileva alcune patologie da un semplice prelievo di sangue della madre ,e anche il sesso se lo richiedi. Confesso che nn vedevo l’ora che arrivassero i risultati tramite email . Aprivo la posta ogni giorno assieme agli occhi . Ovviamente speravo in primis che stesse bene e che nessuno strano numero facessi squillare quel telefono .

3 ottobre 2017 . Finiamo di pranzare e ci appoggiamo come nostro solito sul divano . Apro l’email e leggo il nome del centro con un allegato . L’emozione di aprirla era fortissima ed ora felice che fosse arrivata proprio quando ci fosse lui ,anche perché nn so se avrei resistito . Apriamo l’email e ci concentriamo a leggere la negatività delle anomalie , e subito sotto la voce ” cromosomi sessuali XX, pertanto si può concludere per un feto di sesso femminile “. Puff…l’emozione fu fortissima anche se accompagnata da un pizzico di delusione . Da parte mia . E forse anche del suo papà che in cuor suo invece era sicuro che avrebbe avuto il suo maschione. Ricordo che si alzò dal divano e ripeteva andando avanti e indietro con le mani alla testa ” è femmina. È una femmina ” e sorrideva . Mi sorrideva . Non era deluso era sorpreso . Prese il telefono contento e inizió ad avvisare tutti ,gli amici ,i parenti e sua madre. Felicissima di avere una nipotina . Io ci ho messo un po’ ad abituarmi all’idea che fosse una bambina . Solo il tempo di metabolizzare che non avrei dipinto la sua cameretta d’azzurro,ma che la mia vita si sarebbe colorata di rosa pizzi e fiorellini . Di quel rosa che oggi adoro da morire . La verità è che sapevo da sempre che fosse stata una femminuccia e non so per quale assurdo motivo o egoismo preferivo un maschietto,che poi io di maschi non ci capisco niente . Mi immaginavo già lì seduta nella sua cameretta a giocare con le bambole e a preparare i pan cake per papà . Mi vedevo già immersa nei pupazzi e nei pomeriggi a guardare le più belle favole della Disney .
Sognavo la scena di vederla tra le braccia del suo papà e ammirare con quanto amore lui fosse innamorato di lei. Come un vero padre che invece io non ho mai avuto .
Vedere una piccola me per casa che mi guarda mentre mi vesto e mi ammira mentre mi trucco, imitando l’innata femminilità che ci appartiene.
Spazzolarle i capelli e farle le trecce mentre chiacchiera ancora a qualsiasi ora del giorno e della notte .
Andare al cinema a guardare le principesse insieme,come due migliori amiche . Da quel momento esatto non ho voluto nient’altro che lei . Conoscerla . Accarezzarla . Sentire il suo profumo di rosa . Era la mia bambina e io l’amavo già infinitamente .

Il “Volere di Dio”.

3 settembre, si torna a casa.

Dopo 10 giorni in vacanza e quasi 20 in ospedale non desideravo nient’altro.Farmi la doccia non era mai stato così piacevole e sentire l’odore delle mie lenzuola e quello del mio uomo era qualcosa di surreale. Finalmente ero a casa e con noi c’era anche Fagiolo. Ce l’aveva fatta. Il distacco era passato dai quasi 4cm alla metà ,mi aspettava tanto riposo e punture di prontogest,che solo chi come me ne ha fatte tante può capirne il dolore che provocano. Le giornate passavano lente tra letto e divano ,alzandomi solo per andare in bagno e mangiare .In una solitudine che mi appartiene da sempre. Esisteva solo l ‘attesa di quel giorno . Del giorno in cui saremmo andati a controllo e avremmo saputo che stavi bene. Ormai ne avevo una cultura sul distacco deciduo coriale . Le cause possono essere molteplici o nessuna in particolare come nel mio caso. E quindi ancora di più non te ne capaciti e non fai che chiederti :”perché a me ?” Nonostante Fagiolo era vivo ,c’era ,e il suo cuore era il suono più bello che avessi mai sentito… io era affranta dai sensi di colpa . Passarono così più di due mesi . Due mesi chiusi in casa . Due mesi di rinunce e pianti . Due mesi di ansia paure e notti insonni . E credetemi nonostante io sia una persona con molta pazienza e che prende la vita con filosofia ,è stata dura. Veramente dura. Soprattutto vedere la superficialità delle persone che non capiscono il tuo dolore . Non lo comprendono . Per loro in qualsiasi modo sarebbe andata era “Volere di Dio” e io sarei andata avanti lo stesso. Certo. Sarebbe andata sicuramente così . Ma io non volevo questo. Io non volevo che il mio bambino mi fosse portato via . Al mio “volere” nessuno ci pensava ?                      È difficile comprendere il dolore di un altra persona che non sta vivendo la tua situazione . Impossibile. Per quanto ti sforzi non lo puoi sapere . Ognuno pensa di saperti dire la parola giusta o semplicemente quello che vorresti sentirti dire. Ognuno pensa che comunque vada sia cosa da niente o che sia davvero colpa tua . Ognuno pensa di poterti aiutare in qualche modo ..ma la realtà è che tu non hai bisogno di loro . Non hai bisogno di nessuno , solo di sapere che presto tutto questo passi. La vera forza la trovi in te. Nella mamma che già sei. Nella mamma che ti senti già ,nonostante le cose vadano bene o male. La stessa forza che ti accompagnerà per superare un lutto o per vivere una gioia. E il mio pensiero si concentrava soprattutto su queste donne che non sono state fortunate come me. Loro ,le loro esperienze sono state la mia forza maggiore.

Quasi compiuti i 3 mesi la dottoressa ci disse che si era riassorbito  il tutto e che piano piano potevo tornare alla normalità della mia vita . Eravamo al settimo cielo ,cominciava un altra vita . Iniziava la mia gravidanza, e io potevo godermela diversamente. La paura di perderlo si affievoliva man mano ,ma iniziavano a subentrarne altre. Starà bene? Avrà qualche malformazione? Sarà sano? E se ha qualche patologia ? Insomma le paranoie di una mamma sono davvero infinite.

I mesi successivi trascorsero ad immaginare la sua cameretta, a spiare i mille siti di bambini per fare tanto shopping online . Ad immaginarlo e finalmente a realizzare che era tutto reale .

La forza di Puntino e della sua mamma.

Ed eccoci qua ,solo alcune settimana fa abbiamo scoperto di non essere più soli.E la beta hcg ce l’ha confermato ben due volte . Abbiamo fatto anche la prima eco a soli 4 settimane e c’era già la camera e Puntino. Il dottore mi avevo detto che potevo tranquillamente prendere l’aereo quindi abbiamo deciso di non spostare il viaggio, che per la prima volta abbiamo prenotato già qualche mese prima …opera della grande idea salvadanaio!e quindi ce ne andiamo a in Grecia . 14 Agosto si parte . L’entusiasmo non è lo stesso . Le prime settimane sono così delicate che hai paura di fare qualsiasi cosa . In realtà non hai voglia di fare le cose che facevi prima, entri da subito in una fase strana. Di attesa. Nel senso vero della parola . Diventa tutto un attesa. Tu stai lì e aspetti . E falli passare 9 mesi !Aspetti di sapere il sesso ,di sentire i calcetti .Aspetti di vedere la pancia crescere e aspetti sopratutto di conoscerlo. Ora però c’era il viaggio e sapere di stare 10 giorni lontano da tutti,godersi il mare e il nostro segreto ci aiutava a distrarci. La premura di tutti fu :”Mi raccomando ,non ti strapazzare!”.O peggio ancora mia nonna: “Non si prende l’aereo in gravidanza!Sei una mamma ingrata!” Ecco qua . Iniziamo bene.Presi alla lettera il”Non ti strapazzare” che diventò il: “Amore spostami il lettino” ogni 10 minuti . “Passami l’acqua”. Ho fame.ho sete . Fa caldo.Sono stanca.Il Passare tutto il giorno sotto l’ombrellone. Non tuffarsi . Non fare sforzi . Non andare in motorino . Non fumare .Non fare sesso ,cioè quello in realtà si poteva fare ,ma forse era meglio evitare. Insomma non ero mai stata così paranoica in tutta la mia vita . Si ,cioè ma stiamo parlando di me? Della ragazza che di regole e accortezze non ne aveva mai voluto saperne. Della ragazza distratta ,iperattiva e spericolata ? Ero io? Decisamente No. Perché dovete sapere che è assolutamente vero che si diventa mamme nell’esatto momento in cui lo scopri.Dentro di te si mette in moto una macchina,che cambia tutto . Ti cambia la visione del mondo . Della vita . Ti cambia fisicamente,ti cambia l’anima che si prepara a dividersi . A diventare due . Per Sempre . E io mi sentivo già responsabile di quell’esserino che si faceva spazio dentro di me . Sono stati 10 giorni di totale relax , e ovviamente tutte le mie lamentale erano “quasi” giustificate. A differenza del futuro papà che invece dovette sopportarmi! L’ultimo giorno il tempo era chiuso,nuvoloso e quindi abbiamo deciso di farci una lunga passeggiata e comprare dei regalini ,intrattenendoci fino a sera a cena con una coppia conosciuta lì. Da una parte non vedevo l’ora di tornare alla mia quotidianità e finalmente condividere questo segreto con chi ancora non lo sapesse ,dall’altra mi spaventava anche questa cosa . Salutiamo i nuovi amici dopo quella piacevole serata e torniamo albergo. Mi recai subito in bagno e vidi quello che nessuna donna incinta vorrebbe mai vedere . Sangue . Era l’1 di notte …e noi eravamo solo tanto spaventati . Chiamiamo un taxi e chiediamo di portarci in ospedale. “The hospital is one hour from here!” -“Cosa?! Un ora da qua?!” “Si, e solo con aereo .” ” Ma sta scherzando?!” “No,signora qui c’è ambulatorio se vuole “. Immaginate me alla 6’ settimana di gravidanza che perdo sangue,su un isola dove non esistono gli ospedali e sono le 2 di notte . Voi penserete che sia andata in panico . E invece no . Ero impassibile. Scioccata . La mia mente era così intenta a viaggiare che non si rendeva conto della realtà . Di quello che stava accadendo . Ci facciamo accompagnare lo stesso ,ma cosa può fare la dottoressa o l’infermiera di turno in un ambulatorio attrezzato solo e a malapena per un primo soccorso . Niente . Esatto . E quindi torniamo in albergo e aspettiamo l’indomani la partenza svegli abbracciati e impauriti. Rientrata in Italia corro subito in clinica dal mio dottore . Sangue . Emorragia . sangue. Ciao Puntino te ne stai andando .In cosa ho sbagliato ? La prima cosa che ti prendono al cuore sono i sensi di colpa . Anche se tu sai bene che non è colpa tua . Ti senti incapace,inadatta. Pensi che il tuo corpo non abbia retto. Che nn lo meriti. Mentre queste cose negative si facevano spazio nella mia testa accompagnati dalle lacrime …l’ecografia trasmette sul monitor qualcosa di diverso da quello che avevo visto l’ultima volta . Puntino era diventato un Fagiolo. Un embrione con il suo mini corpicino . E il cuore . C’era . Batteva . Potevo solo vederlo a quell’epoca ,ma io lo sentivo anche . Il suo cuoricino non ci aveva lasciati .

Sono stata in ospedale per 20 giorni ,distacco deciduo coriale,il cosiddetto ‘distacco di placenta’.Ogni giorno era Un vero atto di Fede . Sperare che ci fosse ancora . Che fosse li e non fosse volato via .Ricordo quei giorni come i peggiori della mia vita in assoluto. Ma anche quelli dove ho riscoperto una me più forte ,pazientosa. Coraggiosa. E fagiolo stava già dimostrando di lottare insieme a me per questa Vita.

Questa foto rappresenta uno dei momenti in cui ero veramente felice di sapere che ci fossi . E ti cullavo con il mio ventre e tutto il mio amore per te .

………

Senza chiedere il permesso, L’Amore genera Amore.

Bhè a chi verrebbe in mente di fare un test di gravidanza un paio di ore prima di andare al matrimonio di due cari amici. Dove il tuo lui è il testimone e in quell’esatto momento in cui la clessidra del famoso clearblu fa su e giù per un minuto circa ,è a casa dello sposo a fare le foto con 30 gradi fuori in un afoso e caldo 5 agosto.

A me ovviamente.

Quella mattina esco dal parrucchiere con la mia pettinatura,pronta a sfoggiare il bellissimo abito nero lungo di Elisabetta Franchi con super spacco e scollatura profonda . Così profonda che purtroppo il reggiseno push non era idoneo e la mia terza scarsa non reggeva così bene . Unica soluzione erano le coppette adesive ,se solo quel giorno non avesse fatto un caldo infernale.Ma … miracolo!mi riprovo l abito quella mattina e come per magia il mio seno rimane lì in piedi . Wow. È cresciuto stanotte ?!.Mi sa che oggi mi arriva il ciclo. Lo sto aspettando. Bene . Anzi male . L ‘ansia dell arrivo del ciclo è una cosa che mi assale fin da quando ce l’ho . Forse perché sono una di quelle sfortunate che ne soffre tanto .

Comunque…esco dal salone.Affianco c è una farmacia .Una vocina dentro mi dice di comprare il test . Perché ?! “Compralo e fallo!” Ripete la vocina maledetta . In effetti quei giorni mi sentivo strana. Non lo so,ma sentivo che qualcosa stava succedendo dentro di me.

Non ho contanti, ma sulla post epay quei scarsi 15euro. “Cavolo costerà mica più di 15 euro un test.” Entro:”Buongiorno .” Una signora prima di me che ha appena finito non saluta e se ne va . Sarà il troppo caldo. Mi avvicino alla cassa :”Un test clearblu sensibile per favore .” L’ho fatto . L’ho detto . Lo sto comprando . Ma perché ?! Mi ripeto ancora . La farmacista mi guarda e mi sorride . Quel sorriso mi ha turbata subito ,mi sapeva un po’ di :”Eh si ,sei incinta ragazza mia ,te lo leggo negli occhi .” -” Sono 16euro .” Passo la post epay non so quanto ci sia precisamente sopra …male che vada ne prendo uno che costa meno . ” Ok fatto!Buona giornata signora “.Questo fatto che mi ha chiamata ‘Signora’ poi ,mi turba ancora di più .Salgo in macchina e vado a casa , nel tragitto decido di fare il test l’indomani . Devo ancora lavarmi sistemarmi e truccarmi e tra meno di due ore dobbiamo essere in chiesa . Mentre mi spoglio prendo lo stick tra le mani e leggo che è attendibile anche da 3 o 4 giorni prima dell arrivo del ciclo e il 90% dal giorno stesso che le aspetti . Intanto mi preparo la pochette con assorbenti , salviettine ,tampax,buscofen,e qualsiasi tipo di antidolorifico. Ci butto dentro anche i mutandoni . Risultato? Avevo due pochette. Tutto regolare . Appoggio lo stick in bagno ancora nello scatolo e mi butto sotto la doccia.Accendo il condizionatore …intimo nuovo e via con il primo strato di crema ,cremina e fondotinta sulla pelle abbronzata .

Devo fare pipì … prima che mi siedo guardo lo scatolino . Lo apro . ” Ma si , mo lo faccio tanto è negativo .” Lo faccio . Due gocce di pipì , chiudo . Fatto . Mi alzo ,continuo a truccarmi mentre la clessidra gira. 1….2….3….4…. ⏳

INCINTA 2-3 .

Oh CAZZO!”

” Oh CAZZO !!” Si,sono le prime parole che ho detto . Mentre il mio corpo tremava ,sudava si dimenava . “Cazzo!” Ripeto ancora , e vado avanti e indietro per la stanza davanti allo specchio . Sono nel panico , con addosso l’intimo e una pettinatura semirialzata con boccoli scendenti che mi rendono molto sexy. Mentre cammino tremando davanti allo specchio mi guardo la pancia . La mia pancia piatta . Ad un tratto mi immagino lì con il pancione . Lacrime. Pianto . Pianto isterico . Sono da sola . Ho appena scoperto di essere incinta e devo sbrigarmi a prepararmi. Chiamo il mio compagno. Non risponde . Richiamo . Zero . 10,20 telefonate e 30 messaggi con scritto torna a “casa è urgente !”. Poverino poteva rischiare un infarto ! Dopo mezz’ora passata sul letto con le gambe accovacciate e lo sguardo perso nel vuoto ,mi richiama .” Amore ma che è successo ? !!Hai fatto un incidente ?!” “Si ,ehm…no . Torna a casa ti prego .” Quella mezz’ora vi giuro ,è stata una delle più lunghe della mia vita. Avevo paura . Ero terrorizzata. Non me l’aspettavo così questo momento. Non mi aspettavo proprio questo momento. Non me lo sarei mai lontanamente immaginata così. Bhè si insomma è un momento così bello e delicato che merita di essere condiviso con la persona amata . E invece io avevo scelto il salto nel vuoto . Da sola . E quella solitudine in quel momento mi faceva paura.

Adesso,così. Sono appena due anni e mezzo che conviviamo ,che ci siamo stabiliti.Ho appena iniziato a lavorare. A potermi pagare finalmente massaggi ,centri benessere,a poter fare tanto shopping. Come faccio. Non sono pronta. E cosa penserà adesso lui? Se nn si sente pronto ?Cazzo il matrimonio ! Dove trovo la forza adesso di preparami . Fa caldo . Fa freddo . Sto tremando .

C’era solo un punto fermo in tutto questo,e si chiamava noi. Ero sicura che fosse il momento sbagliato per avere un figlio nella stessa misura in cui ero certa che prima o poi un figlio l’avremmo fatto insieme.

Apre la porta . Lui ,con la camicia un tutt’uno con la pelle di sudore . Mi guarda,il suo sguardo era preoccupato e angoscioso. Poi guarda il test affianco a me :”Ma che hai fatto ?!” Il test ? Ora? Ma perché ?!”

” Ma che ne so . Comunque è positivo.” Lo prende tra le mani ,lo guarda ,lo gira e lo rigira. Poi guarda me come non aveva mai fatto prima e mi sorride . Mi sorride così teneramente e amorevolmente che mi sciolgo . Mi stringe a se :” Amore andrà tutto bene . Sono felice . Divento papà!” In quel momento mi sentii una stupida . Avrei dovuto essere anch’io felice . Ci stava capitando la cosa più bella del mondo e con nessun altro al mondo se nn con lui avrei voluto che accadesse . Bastó che lui mi stringesse per calmare la mia agitazione . Era un misto di emozioni che non so nemmeno definire . Mi scoppiava il cuore . ” È tardi ci dobbiamo sbrigare . Ma non potevi farlo domani ?! Devi sempre fare le cose di testa tua . Ora nn riesco a godermi nemmeno questo momento perché ho l’ansia !” Aveva ragione,come sempre. Faccio le cose d’istinto senza riflettere. Avrei voluto restare sul quel letto abbracciato a lui tutto il giorno. Ma era tardi . Tardissimo . Ho consumato mezzo chilo di correttore per coprire le occhiaie del pianto . Ma ho portato con me gli occhi lucidi tutto il giorno .

Così …un po’ emozionati , un po’ impacciati con il cuore che invece del sangue pompava un mix di emozioni bellissime ,ci prepariamo mentre ci sorridiamo ogni volta che i nostri occhi si incrociano nelle stanze tra una scarpa e un papillon.

Ed eccoci qui . Quel giorno del 5 agosto 2017. Innamorati, emozionati ,eleganti e inaspettatamente già in tre .

To ne continued ….

Gondoliere portami a Napoli

E comunque io non ho ancora capito se è già venuto carnevale oppure no.
Su facebook continuo a vedere sfilate di bambini con dei costumi fantastici ed originali come quelli fortissimi de il Boss delle cerimonie e San Gennaro,quanta fantasia.
E la bambina vestita da polipo in pentola a Napoli che spettacolo!
feste divertenti fatte in casa e nei locali. Coriandoli,maschere,inviti ,foto di chiacchiere e pastiere,
tutto questo da più di una settimana.
Possibile invece che io qui, ancora non abbia visto neanche un bambino mascherato?Né coriandoli né uova sulle macchine o spruzzi di neve in giro.
Neanche Uno!
Nemmeno nei centri commerciali,che di domenica non dovete manco immaginare come qualsiasi centro commerciale da noi,che sia il Campania o l’iperfamila,e nemmeno in giro per strada.
E poi ho sempre mangiato la lasagna con la vicina di casa.
Non ricordo una sola volta che mia madre non abbia stretto un legame parentale con la vicina,e pure di case ne abbiamo cambiate.
Forse per questo mi ricorda sempre:”Figlió megl a gente estranea chè e parient.”
Non esistevano vicini di condomino,
esisteva un altra famiglia
con appartamenti comunicanti e tazzine di caffè che circolavano di casa in casa a tutte le ore del giorno.
Qua manco per caso li incontri sulle scale o affacciati al balcone.
Boh…e pure sui citofoni i nomi ci sono.
A volte mi chiedo davvero se questo sia un altro universo o se siamo noi Alieni.
Che poi quanto mi manca il venditore ambulante che mi portava il pane appena sfornato, esattamente alle 13e20 ,che non si può spiegare.
Me lo metteva nel “panaro” appeso al balcone,direttamente servito a tavola.
Questi quel pane se lo sognano e pure la pizza.
Una cosa però la devi dire;
la cortesia che hanno.
Tutti.Anche il benzinaio,che da noi manco a pagarlo ti dice buongiorno alle 6 di mattina,fino al postino,
che di solito era sempre un vecchio brutto,antipatico e pure scostumato che ti bussava insistentemente alle 8 ,con quel dito incollato al citofono,manco fosse mia mamma quando torna da lavoro,
urlando:”Signoraaa! a bullett e l’equitalia!scinnit a firmá ,ambress ambress ja,che m nággia í”,
quanto mi stavano sulle palle i postini,che non potete capire.
Qua ti lasciano il biglietto dopo aver bussato mezza volta:
“ritirare alla posta”.
Fortunatamente ce l’ho sotto casa,ma se fosse stata lontana sai che rottura di coglioni ogni volta andare in posta.
E quando chiedi un indicazione in giro,
se mai trovassi un uomo,soprattutto di sera.Superstite.Sembrano tutti Tom Tom,e ti dicono i km che mancano,
i semafori da passare e le rotonde da fare,talmente tante volte da ripeterle addirittura ad alta voce con te ,fino a che non gli dici che hai capito e invece nun è capit manc o ca***.
“Grazie lo stesso!”
Forse sono io che ho difficoltà a capire quando mi spiegano una strada o forse ho sempre avuto culo, cioè, in tutte le volte che mi sono persa a Napoli,ho sempre trovato qualcuno che mi facesse strada davanti.
Che cavolo mi spieghi giri a destra e sinistra,il passaggio a livello,
i semafori,le strisce pedonali e quanta gente cammina per strada per 10km se manco il mio indirizzo ancora non ho imparato?
Non mi spiego neanche perché non provano nemmeno a vedere se c’è un posto libero di parcheggio più vicino,che poi puntualmente ce ne sono dieci e gli dici:
“Ma perché non hai visto prima se c ‘era più avanti,scusa?
Guarda quanti ce ne sono!”
“Eh così!”
ti rispondono alzando le spalle:
“Mi fermo dove c’è il primo posto libero.”
E fai male bello mio!Fai male!
Ma scusa,uno per logica vede prima se c’è il posto davanti,poi se proprio dopo una decina di giri non ne esce uno,allora decidi se cambiare proprio meta, o se vale la pena farsi 3 km a piedi con -5gradi.
Col cavolo che non atterro fino fuori la porta,a costo di dare il 5 euro al parcheggiatore abusivo o sostarla in doppia fila.
Solo che qui quelli non li trovi,
e in doppia fila ti prendi istantaneamente una multa.
Poi quell’ italiano perfetto, con un accento cordiale e rispettoso che dopo un pó irritano pure i nervi che avevi in cassa integrazione.
Ma non lo sbagliano mai un verbo?
Non hanno un termine solo loro di paese come “o giárritiell” per fare il latte?
O un modo di dire come:
“Magnatell n’emozione che nun s pav!?”
Perché invece di salutare con:
“Tutt appost?”
dicono: “Com’é?”
ma com’è chi?

Questi sono pazzi e noi siamo incivili.
Questi parlano in italiano e noi siamo ignoranti.
Questi non bevono se guidono
e noi siamo i fighi.
Questi usano la cintura e noi moriamo
.

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La distanza e la paura

Ricordo quasi a malapena il tuo volto , eppure l’ultima volta sono rimasta a guardarlo per tutta la notte per paura di dimenticarlo. Sfioravo con le dita ogni centimetro di quel viso ,ogni contorno e ci avrei giurato che sarei riuscita a disegnarlo esattamente com’era anche se fossero passati decenni. La distanza dei tuoi occhi, il tuo naso piccolo, le rughe espressive ,le labbra perfette,
la stupenda bellezza che hai mentre dormi. Sembra che Il tempo si stia portando con se ogni cosa bella ,ogni immagine di te,di noi.
Sembra che il tempo lo stia cancellando ,che qui mi riporti a pensare solo alle continue discussioni,ai costanti discorsi del tempo,dello spazio,delle esigenze di solitudine,alle mie finte comprensioni,ai mille pianti,ai costanti sensi di colpa,al mio sforzo di comprendere,al tuo sforzo di accettare.
Tutto quello che siamo stati lo sappiamo solo noi. Tutto quell amore che manco a spiegarlo è possibile,quella tenerezza,
quel senso di completezza ,di unicità.
Se volessi ricordare uno dei momenti più belli…resterei a scrivere fino a domattina,ma questo forse te lo ricordi bene anche tu.
Era una domenica pomeriggio,eravamo chiusi in casa come gli unici sopravvissuti al mondo e se pure fuori ci fosse stato un uragano,noi non ci saremmo spostati di una virgola,perché eravamo felici…di stare lí ,da soli,io e te.
Eravamo nudi…distesi sul tappeto viola che abbiamo comprato insieme,avvolti nella coperta rossa che ormai profuma solo dei nostri corpi. Eravamo lí distesi a guardare il soffitto come se ci fosse scritto qualcosa, come se quelle mura potessero parlare,potessero raccontare tutto di noi.Quelle mura,le uniche fondamenta che ci hanno portato ad essere qui.Dove ci siamo raccontati la prima volta,dove ci siamo baciati la prima volta e abbiamo fatto l’amore miliardi di volte. Dove abbiamo litigato,urlato,sofferto.
Le mura che abbiamo curato e riempite di noi,del nostro amore.
Eravamo li per terra distesi…e tutto quello che volevamo era che quell’attimo fosse eterno,che si poteva anche morire così,felici. Insieme.
Mi hai stretta a te mentre ti facevo carico delle mie paure,
e una tua lacrima sincera ha bagnato improvvisamente il mio viso.
Ho pensato che non avrei voluto altro dalla vita,ho pensato che quelle lacrime erano state create apposta per sanare il mio cuore e quel corpo apposta per sentire la mia anima vibrare.
Ho pensato che eravamo fortunati e che l’ amore vero aveva scelto noi ,perché noi avremmo avuto la forza di tenercelo stretto. Ho pensato che non c’era un altro posto al mondo dove avrei potuto sentire tutte quelle cose,dove avrei potuto sentirmi così viva e amata.
L’ho pensato e lo penso ancora.
Penso che non ci sarà un altra possibilità d’ amore sincero e complicato come il nostro.
Penso che non ci sarà un altro momento per viverci se non questo. Adesso.
Ho paura,più di quanto si possa solo immaginare.Ho paura perché io degli uomini non ci capisco niente,ho paura perché fermarsi fa paura.
Ho paura di non riuscire ad amare più di adesso o di smettere di farlo improvvisamente.Ho paura perché pensavo fosse più semplice,perché ogni scelta adesso ne vale il mio futuro.
Ho paura perché non ho più nessuna certezza..perché mi si è di nuovo distrutto tutto davanti ,ma soprattutto Ho paura perché oggi sono grande e ancora non riesco a smettere di credere nelle favole .

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La bellezza della Grande Bellezza.

Ieri ho visto La Grande Bellezza in tv.
Certi film puoi guardarli anche dieci volte,riesci sempre a vedere qualcosa che prima non avevi notato o compreso,o semplicemente non ti era arrivato.
In questo film come anche nell’ultimo cioè la Giovinezza,Sorrentino evidenzia un’umanità disfatta, potente e deprimente. Tutta la fatica della vita, travestita da copioni e insoddisfazioni,
rappresentata maggiormente da personaggi ricchi e famosi,quelli che hanno raggiunto già l’apice del successo e o al fallimento ,e quelli che si procintano invece a farlo.
Sceglie Roma per meglio rappresentare tutto ciò,la città perfetta per confondere il sacro e il profano,città del Papa e dei monumenti nonché la capitale del disfacimento morale.
Tutti i personaggi sono bloccati in un incompiuto. Jep,il protagonista principale..rappresentato da
Toni Servillo,grandissimo attore che il film senza di lui manco ad immaginarlo,si è fermato all’unica cosa che lo abbia fatto sentire veramente importante nella sua vita,un’amore adolescenziale.
Si è fermato lí perché poi tutto quello che c’è stato dopo non ha avuto più la stessa emozione,la stessa bellezza.
Si è soffermato alle distrazioni e alle cose inutili della vita …che usa come giustifica del suo fallimento .
Si è fermato al punto da nn riuscire più ad amare e a trovare la forza interiore per  scrivere un altro romanzo.
Un film pieno di fusioni di elementi di musica,di citazioni e di dialoghi.
La Grande Bellezza non è un film realista. È un film sorrentiniano,quelli dove
scene, musiche, parole e immagini sembrano buttate lí a caso .
Nella Grande Bellezza non c’è bellezza, come non c’è bellezza in quelle feste, in quei personaggi patetici e stanchi.
Un film sul vuoto, sul divino che sembra svanire in una bellezza consumata dal tempo. Questa rassegnazione alla pochezza che non lascia niente.
Solo la vita com’era. Niente resta perché niente doveva restare.
Neppure il mafioso del piano di sopra riesce a resistere.
Che poi chiama ‘Moneta’ il personaggio di Matteo Messina ‘Denaro’,uno dei latitanti più ricercati al mondo.
Non lo trovate geniale?
Ci troviamo di fronte a un film che non tutti hanno apprezzato, colto, compreso. Scardina un pó tutti i luoghi comuni e le banalità di qualsiasi altro mai visto.Questo film non è sull’Italia, ma è un film sulla religione e sulla morte,sul sesso,sul fallimento,
sui rimpianti e sul potere.
E poi chi meglio di Jepp rispecchia la maggioranza degli uomini di oggi?
Ma che cos’è “La Grande Bellezza” veramente?
A parte il capolavoro di Sorrentino, mi hanno sempre incantato queste parole insieme…come se a pronunciarle ti si pompano di eco:
LA GRANDE BELLEZZA,
due aggettivi che si sposano perfettamente creando anche solo il piacere del suono.
La bellezza è tutto quello che va difeso .Gli esseri umani sprecano i momenti troppo spesso nel dimenticabile. Lo spreco del tempo,lo spreco della vita.
Perdiamo le cose essenziali,senza che ce ne rendiamo nemmeno conto.
La vita va più veloce della nostra percezione. Non ti aspetta,non resta lí a dirti “ci saranno altre occasioni”.
Non ci saranno . Se sceglie che quello è il tuo momento…quello è il tuo momento e non un altro giorno o in un altro anno,e solo quando si allontana ci accorgiamo che qualcosa ci é sfuggito di mano.
La bellezza sta nell’accorgersi ogni giorno che la vita è un illusione eterna di felicità e di successi futuri. È la consapevolezza dell’oggi. È oggi.
A furia di correre, di non prestare attenzione,di pretendere di più, il tempo passa e si resta bloccati in una costante attesa del domani. Pensiamo che ci possa essere sempre qualcosa di meglio, per sopperire la paura e giustificare la mancanza di coraggio per aver perso quello che abbiamo rifiutato e non abbiamo ritenuto abbastanza, per poi trovarsi puntualmente a percorrere a ritroso i ricordi.
La ricerca di novità,di scoperte,di inizi,di emozioni sono incredibili momenti ,
ma la vera ricchezza sta nel capire quando bisogna fermarsi,
accettare e dare valore.
È questa la Vera Grande Bellezza,
Non arriviamo a 65 anni come Jep, per capire che non possiamo più perdere tempo a fare cose che non ci va di fare.

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Io non ho mai smesso di crederci .

A pensarci bene avrò anche un carattere di merda, ma devo ammettere che nonostante tutto sono molto maturata negli ultimi mesi. Ho acquisito una grande consapevolezza.
Forse, essendo sempre stata una sognatrice,una buona ,
una leale.. riuscivo sempre a giustificare tutti. Ma proprio tutti.
Per molti anni ho giustificato le mie mancanze affettive ad esempio.
Ho giustificato mia madre e le sue distrazioni,ho giustificato mio padre e le sue assenze.
Quando i genitori si separano,
si subisce una frattura.
Un taglio,per i figli quasi sempre improvviso e poco comprensibile.
Spesso ,questo comporta un brusco disimpegno da parte delle due figure.
Alla ‘discontinuità’ traumatica che subiamo invece noi figli sopraggiunge anche, il senso di ‘abbandono’.

Sarà che sto crescendo,sarà che come ogni donna mi prende anche quel dirompente desiderio naturale,
instintivo, fisiologico, biologico, chiamatelo come volete,
di diventare mamma .
E non che io voglia un figlio adesso,
sia chiaro, è solo un desiderio consequenziale di crescita.
E dire che non vorrei mai che un giorno mia figlia dubitasse del mio amore per lei ,costringendo i suoi demoni a fare lo stesso.
Non vorrei che a mia figlia fosse mai negato un abbraccio,un conforto.
Una presenza.
Almeno una,ma che ci sia. Sempre.
Non ricordo l ultima volta che mia madre mi ha abbracciata ,forse sarà stato nello svezzamento o quando ho preso la prima comunione.
Non ricordo nemmeno di aver mai visto mio padre ai miei compleanni.Anzi forse una volta si, quando ho compiuto 7 anni,si presentò a casa con una bici rosa. Non ne avevo mai portata una e per non dirgli che non l avrei usata perché nessuno me l avrebbe insegnato ,gli dissi che volevo una bambola.
Che poi mi sentii pure in colpa per non aver accettato il suo regalo.
Ma non poteva sentirsi in colpa lui per non avermela mai insegnata?mica potevo andare in giro con le rotelle a 7 anni.
E comunque poi ho imparato da sola.
Se sapessero quanto li amo,Dio.
Se solo potessero entrare per un attimo nel mio cuore …vedrebbero che loro sono lí. Sono sempre stati li..nell angolo più grande ,seduti sulla poltrona marrone che avevamo nella nostra vecchia casa. Abbracciati.
Bellissimi. Felici.
Per lunghi anni ho accettato la mia condizione.Non c’era sempre la mamma e non c’era mai il papà,o non c’era mai la mamma e non c’era sempre il papà.
Insomma non c’era mai nessuno.
C’ero io e il mondo.
Ed io, ero ancora troppo piccola per stare da sola. Per provare quel senso di abbandono…così,
senza che ne capissi neanche il motivo. La casa,i giochi, le abitudini,gli affetti.
Improvvisamente non ti ritrovi più nulla.
Non c’era più la mamma che mi preparava il mio pranzo preferito né i cereali per colazione,quella che mi allacciava il grembiule e mi dava un bacio prima di andare a scuola.
Nn c’era più il mio papà seduto sul divano a guardare sparatorie del far West ,ed io lí di fianco a lui ad aspettare il suo sorriso che esplodeva sul quel volto ad ogni mia stupida domanda.
Erano gli unici momenti dove riuscivo a rubargli un abbraccio.Erano gli unici momenti per sentirmi la sua principessa.
Sul rapporto padre-figlia é fondata buona parte dell’autostima che ci portiamo verso noi stesse e nella vita.
Il padre rappresenta il Principe Azzurro delle fiabe, l’eroe “senza macchia e senza paura”.La sua funzione quindi dovrebbe essere quella affettiva,fonte di protezione e aiuto.Fungere da guida, consigliere,rifugio emotivo, ed anche portavoce delle regole di rispetto, diritto e dovere.
Ma lui non è stato niente di tutto questo…se non un padre biologico.
Ha degli occhi azzurri stupendi…sapete, io ci guardavo il cielo all interno.
Mi diceva che se saltava una generazione poi sarebbero stati i miei figli ad avere i suoi occhi.
Spero sia la verità.È un uomo buono ma tanto bugiardo.
In piena crisi fui ‘parcheggiata’ con le mie sorelle in un istituto, un collegio per intenderci meglio.Quelli dell’epoca.
Mi dissero che sarebbe stato solo per poco tempo…poi tutto si sarebbe sistemato e saremmo tornati a casa tutti insieme.
Da allora non ho più avuto la possibilità di rubarmi quegli attimi di felicità.
Ero costretta a vederlo a ritmi di tempo che da settimane sono diventati mesi fino a perdere interi anni di conoscenza,affetto e stima reciproca.
In pratica, non ci siamo mai conosciuti veramente.
Ma ci stiamo provando,anche se ci sono anni di buchi incolmabili che nessuno può più sanare.
Ci stiamo provando perché oggi posso scegliere.Posso scegliere di averlo nel mio futuro.Posso rubarmi ancora qualche abbraccio,posso vederlo cambiato in un viso pieno di rughe e sofferenze. Posso ancora dirgli che gli voglio bene,che l’ho perdonato.
Certo l’avrei voluto anche all’uscita di scuola,alle mie feste,nelle mie foto.Su quel divano a guardare Sylvester Stallone e i film di Totò.
Avrei voluto mostrargli i miei disegni, i miei voti a scuola e avrei voluto trovarlo in piedi quando tornavo tardi a casa.
Guardando indietro ho capito che una parte di me è morta lì con lui.
In quella casa andate in fiamme.
Per questo mi porto dietro insicurezze,mancanze di autostima e la paura dell’abbandono.
Paura nell’affrontare in solitudine tutte le diverse prove alle quali la vita ancora mi espone, rimanendo priva di qualsiasi legame affettivo.
Mi porto dietro tante cose che hanno influenzato e formato la persona che sono adesso.
Anche se tutto sommato ne sono uscita abbastanza sana.
Bhé si,insomma le batoste da superare non sono state poche e nemmeno tanto facili.
Mi porto addosso qualche acciacco , ma sono le mie cicatrici, quelle che ti fanno male quando il tempo fuori e grigio ma che ti ricordano dove ti hanno portata,nelle belle giornate .
Sono cresciuta.
Cavolo se sono cresciuta.
Che poi mi sono sempre sentita un pó “l’anzianotta” di turno,forse perché la vita mi ha anticipato un pó le tappe.
Mi ha tolto la spensieratezza e i desideri dell infanzia.
I sogni e le esperienze dell’adolescenza. Ha preso un grappolo d’uva e lo ha fatto maturare prima,
così,forse per ricavarne un vino migliore. Stagionato,che ne so.
Magari sto dicendo solo una marea di cazzate o forse sto continuando a giustificare anche lei.La vita.
In realtà,sapete cosa vi dico che dovrei mandare tutti a quel paese.
Dovrei urlare che sono stufa di accettare,comprendere,
discolpare ,scusare. Perdonare.
Stufa di tutto quello che per anni ho desiderato.Stanca di recuperare rapporti e affetti.
Forse, accettare la realtà risulterebbe più facile. Accettare quello che siamo e quello che siamo diventati come conseguenza degli errori altrui.
Ma a cosa servirebbe,
a cosa serve la rabbia,il rancore o addirittura l odio.
A cosa serve prendersela con il mondo intero.Io non voglio provare nessuna di tutte queste cose.
Io posso sempre scegliere per me.
Posso sempre scegliere di dare tutto quello che mi è stato negato,
posso scegliere di essere migliore. Posso perdonare.
Quando resto lì nel mio silenzio.
Quando correggo gli errori degli altri. Per me.
Per trarne insegnamento io,per non cadere negli stessi,per saperle affrontare alla meglio,
per continuare a vivere e trovare delle risposte.
La verità è che l’amore si dimostra,
non è scontato.Non è pretesa.
È essenziale,fondamentale..
e non basta mai.
Come non basterebbe una vita intera adesso a recuperare quello che per anni mi è stato negato.
Non sono qui a intenerirvi o intristirvi,anche perché sono una ragazza serena nel pieno della sua difficile e meravigliosa crescita che gode di ottima salute e intelligenza.
E ho ancora i miei genitori.
Non insieme,non felici,non presenti.
Ma ci sono.
La famiglia ha un ruolo fondamentale in ognuno di noi,è quella che ci forma,ci modella,ci stabilizza.
Ci segna e ci insegna.
É la radice.
E se quella dove siamo nati marcisce col tempo ,possiamo sempre farne crescere una migliore. Più solida .
Possiamo sempre costruircene una.
Con le nostre mani,le nostre sofferenze,i nostri insegnamenti.Felici.
Di poter sempre e ancora amare.
Felici, di apprezzarne ancora di più il valore.Non sono incazzata.
Delusa,forse.Un pó amareggiata,
Ma nemmeno poi tanto.
Sono felice di come sono.
Di quella che sono diventata,di tutto quello che ancora mi spetta conoscere. Vivere.Scrivere.Raccontare.
Ho davvero voglia di mandare tutti a quel paese in realtà.Ma non lo faccio.
Mi tengo ancora stretto questi pochi affetti. Cerco di recuperare.
Ancora e per tutta la vita.
Forse non cambierà granchè, ma non importa.
Un giorno potrò sempre dire a me stessa e ai miei figli che
Io non ho mai smesso di crederci.

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